La storia della Sagra della Castagna di Cervinara

Una storia nata attorno a un fuoco

Ci sono storie che non si trovano nei manuali, ma che si riconoscono appena si arriva in un luogo.

A Cervinara basta percorrere i vicoli del Borgo Castello, seguire il profumo delle caldarroste e osservare il fumo dei bracieri per comprendere quanto questa manifestazione sia profondamente legata alla sua comunità.

La Sagra della Castagna del Partenio di Cervinara nasce dalla condivisione, dal desiderio di stare insieme e dall’amore per un territorio che da generazioni vive in stretto rapporto con la montagna, i castagneti e le proprie tradizioni.

Oggi, arrivata alla sua 45ª edizione, la Sagra rappresenta uno degli appuntamenti più longevi e riconoscibili del territorio irpino.

Borgo Castello, dove tutto ha avuto inizio

Le radici della Sagra affondano nel Borgo Castello, nella frazione Ioffredo di Cervinara. Case in pietra, vicoli stretti e scorci dominati dal Monte Pizzone e dall’antico Castellone raccontano ancora oggi una comunità cresciuta tra montagna, agricoltura, lavoro nei boschi e antichi mestieri. Al centro del borgo si trova la Chiesa di San Nicola, luogo simbolico dal quale ogni anno prende vita la manifestazione. Borgo Castello è anche custode di una memoria più recente e dolorosa: quella dell’alluvione del 1999, che segnò profondamente Cervinara e lasciò una traccia ancora oggi visibile nella storia del paese. È proprio tra queste pietre, però, che la comunità ha saputo continuare a incontrarsi, ricostruire e tramandare la propria identità.


Il 1977 e le note di un mandolino

La storia della Sagra inizia nell’autunno del 1977. Non c’erano grandi palchi, manifesti o programmi strutturati. C’erano poche persone, un fuoco acceso e il desiderio di trascorrere insieme le prime serate fredde dell’autunno. Il Professor Angelo Renna, al quale in seguito sarebbe stata intitolata la Pro Loco cittadina, era solito uscire tra le strade del borgo con il suo mandolino. Accanto a lui una chitarra, alcuni amici, i vicini e qualche curioso affacciato alla porta di casa. Le note si mescolavano al crepitio della legna. Le castagne appena arrostite venivano condivise insieme a un bicchiere di vino.

Era un momento semplice, spontaneo e autentico.

Senza saperlo, quel piccolo gruppo stava dando vita a una tradizione destinata a crescere anno dopo anno.


Da un gruppo di amici a una festa per un intero territorio

Quello che era nato come un momento di convivialità cominciò progressivamente a coinvolgere sempre più persone. La castagna, prodotto profondamente legato al territorio del Partenio, divenne il simbolo attorno al quale costruire una manifestazione capace di unire gastronomia, musica, cultura e tradizioni popolari. Il piccolo cerchio iniziale si allargò fino a trasformarsi in un appuntamento atteso da visitatori provenienti non soltanto da Cervinara e dalla Valle Caudina, ma anche da altre aree della Campania e delle regioni vicine. La Sagra iniziò così a diventare non soltanto una festa, ma anche un modo per raccontare e valorizzare l’identità del territorio.


L’impegno dell’Associazione Culturale Il Mastio

Negli anni, il testimone del Professor Renna è stato raccolto dall’Associazione Culturale Il Mastio, che ha continuato a custodire e sviluppare lo spirito originario della manifestazione. Dietro ogni edizione c’è il lavoro di numerosi volontari che, per mesi, contribuiscono all’organizzazione della Sagra. C’è chi si occupa degli allestimenti, chi cura gli spazi del borgo, chi recupera antiche ricette, chi organizza gli eventi e chi accoglie i visitatori. È un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale per mantenere vivo quel legame tra comunità, tradizioni e territorio che rappresenta l’essenza stessa della Sagra della Castagna di Cervinara.


Una festa di sapori, cultura e tradizioni

Nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta, mantenendo però il proprio carattere autentico. Durante la Sagra, il Borgo Castello e le aree interessate dalla manifestazione si trasformano in un percorso tra sapori, musica e cultura. Le caldarroste restano il simbolo più immediato della festa, ma accanto alla castagna trovano spazio tanti altri elementi della tradizione locale. Musica popolare itinerante, rievocazioni degli antichi mestieri, artigianato e stand gastronomici accompagnano i visitatori alla scoperta della cultura e della cucina del territorio. Ogni angolo diventa così parte di un racconto più ampio: quello di una comunità che continua a riconoscersi nelle proprie radici.


La castagna e il territorio del Partenio

La castagna non è soltanto la protagonista gastronomica della manifestazione. Rappresenta un legame antico tra la popolazione di Cervinara e la montagna. Per generazioni, i castagneti hanno costituito una risorsa importante per le famiglie del territorio e hanno contribuito a modellarne tradizioni, attività agricole e cultura alimentare. La Sagra nasce anche per valorizzare questo patrimonio e per ricordare quanto il territorio del Partenio sia strettamente connesso alle sue produzioni, ai suoi boschi e al lavoro di chi continua a custodirli.


Una tradizione che continua

Sono trascorsi quasi cinquant’anni da quelle prime serate del 1977. La manifestazione è cresciuta, il numero dei visitatori è aumentato e il programma si è arricchito, ma il cuore della Sagra continua a essere lo stesso.

Un fuoco acceso.
Le castagne condivise.
La musica tra le strade.
Le persone che si incontrano.

Quella melodia suonata con un mandolino nel 1977 continua ancora oggi a risuonare tra i vicoli di Cervinara. È il suono di una tradizione che continua a cambiare senza dimenticare da dove è partita.


45ª Sagra della Castagna del Partenio

Città di Cervinara

30 ottobre 2026
31 ottobre 2026
1 novembre 2026

Tre giorni per ritrovarsi intorno allo stesso fuoco e continuare a scrivere insieme una storia iniziata quasi cinquant’anni fa.